Rip-It: Come funzionano i tuffi dalle grandi altezze?

RCDWS_Alessandro De Rose ITA (6)

In attesa del prossimo, ormai imminente, appuntamento delle Redbull Cliff Diving World Series, che faranno tappa in Italia nella bellissima Polignano a Mare, Tuffiblog ha deciso di dedicare un post per spiegare al meglio tutto ciò che c’è da sapere su questa adrenalinica disciplina!

La Redbull infatti ha organizzato un bellissimo “media workshop” dove ha spiegato ai giornalisti le regole fondamentali e le basi dei tuffi, per poi invitare i più temerari a provare dal vivo grazie all’aiuto di tre insegnanti d’eccezione: il capo della giuria internazionale Claudio De Miro e i cliff divers Alessandro De Rose e Helena Merten.

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  • Chi può partecipare alle World Series di tuffi dalle grandi altezze?

Per la competizione maschile hanno ottenuto la pre-qualificazione i migliori sei tuffatori della scorsa edizione; i restanti quattro posti sono stati assegnati sulla base del ranking della classifica mondiale del 2015, che include tutte le maggiori competizioni (Redbull Cliff Diving World Series, Marmeeting, e gli eventi FINA).

Per la competizione femminile hanno ottenuto la pre-qualificazione le cinque atlete con il miglior risultato complessivo conquistato alle World Series 2015. Per completare la line-up una diver è stata aggiunta dopo la Coppa del Mondo FINA di Abu Dhabi.

Inoltre ad ogni tappa vengono scelte delle “wild card”, dei tuffatori che possono partecipare pur non essendo qualificati.

  • Da che piattaforma si eseguono i tuffi?

Per le gare maschili l’altezza minima è 26 metri, la massima 28; per quelle femminili la minima è 18 metri e la massima 21. La lunghezza minima è 1 metro e mezzo, la larghezza 0,75 metri e la struttura dovrà sporgere almeno due metri.

  • Come si svolge una gara?

Per quanto riguarda le gare maschili (14 partecipanti), prima dell’inizio delle gare un sorteggio determinerà l’ordine di salto dei tuffatori per il primo round; sono previsti due giorni di gare, con due round ciascuno. Nel primo round tutti dovranno eseguire un “tuffo intermedio”, ovvero un tuffo dal coefficiente di difficoltà (DD) di massimo 4.6. Durante il secondo round verrà eseguito un “tuffo obbligatorio” (DD massimo 3.8) e i tuffatori gareggeranno in ordine inverso rispetto ai risultati del primo round.

Al round 3 entreranno in gioco i tuffi liberi, e i cliff divers gareggeranno in ordine inverso rispetto al risultato complessivo dei primi due round. Nel quarto ed ultimo round si potranno tuffare solo i primi 8 classificati, come sempre salteranno in ordine inverso, ed eseguiranno un altro tuffo libero.

Le gare femminili (8 tuffatrici) si svolgono sempre in due giorni, ma hanno 3 round: dopo il sorteggio che decide l’ordine di partenza nel primo round le cliff divers dovranno eseguire un tuffo obbligatorio (DD 2.6); nel secondo round l’ordine di partenza sarà inverso rispetto ai risultati del primo round ed eseguiranno un tuffo libero.

Al terzo ed ultimo round le tuffatrici eseguiranno un altro tuffo libero, e l’ordine di partenza sarà ancora una volta inverso.

Il vincitore di una singola tappa del tour è l’atleta che avrà totalizzato il punteggio più alto per quella tappa.

  • I tuffi dei cliff diver.

A differenza dei tuffi tradizionali, nel cliff diving è severamente vietato tuffarsi “head first”, di testa: questo per ragioni di sicurezza. Questa, oltre all’altezza, è la grande differenza che intercorre tra le due discipline; nei tuffi dalle grandi altezze ci sono gli stessi gruppi dei tuffi tradizionali: avanti, indietro, rovesciato, ritornato e verticale, più tutti gli avvitamenti. Anche le posizioni sono le stesse: teso, carpiato e raggruppato, ma c’è un gesto tecnico che è esclusivo dei tuffi dalle grandi altezze: il” barani”.

Il “barani” è quel movimento che viene eseguito poco prima di entrare in acqua, per entrare di piedi. Dopo l’esecuzione di tutte le evoluzioni aeree il tuffatore, testa rivolta in giù e piedi verso il cielo, guardando l’acqua per prendere la mira eseguirà un mezzo avvitamento simile ad una rondata, portando contemporaneamente le gambe in direzione dell’acqua. A questo punto, dopo essersi allineati i tuffatori concluderanno il tuffo con un’entrata “cieca” ovvero senza guardare l’acqua.

 

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